lunedì 26 novembre 2012

Giù le mani..


ALLARME: STANNO 

SMANTELLANDO LA 

“CATTURANDI” di PALERMO

Quando si crede di aver toccato il fondo, ci si accorge drammaticamente che si può cominciare a scavare. Credevamo di averle viste tutte alla Questura di Palermo. Accordi Nazionali e decentrati ripetutamente violati, colleghi umiliati e vessati con presunte storie di sicurezza (vedasi la storiella dei parcheggi), movimenti interni con improbabili logiche, risorse (Reperibilità, Cambi Turno, Straordinari…) distribuite a mo' di prebenda ed in maniera tale da causare disparità da ufficio a ufficio, anche se poi i servizi in cui erano occupati i colleghi erano uguali..
Tuttavia a questo proprio non potevamo arrivarci, a questa “soluzione finale” non credevamo in nessun modo di poterci arrivare: Questore e Dirigente della Mobile di Palermo iniziano a smantellare di fatto la CATTURANDI.
Già la mitica CATTURANDI, squadra formata da quegli uomini sulle cui fatiche e sacrifici si sono, anche, fondate le carriere e le fortune di molti Dirigenti (Capi della Polizia, Vice Capi, Questori, Dirigenti Generali e Superiori, Primi Dirigenti). Sarà un caso che lo smantellamento di questa squadra avvenga per mano del primo che non ci ha ricavato un ragno dal buco?
Abbiamo ancora vive le immagini festanti della parte sana della gioventù di Palermo adunatasi sotto la Squadra Mobile. Eravamo lì quando con cori da stadio i giovani, che credevano possibile e volevano una Palermo migliore, inneggiavano alla cattura di Provenzano, dei Lo Piccolo, di Pulizzi, Adamo, Nicchi, Raccuglia.. fino all'ultimo recente arresto in Venezuela di Bonomolo. Segno dei tempi che cambiavano, segno di un mondo in evoluzione di una Palermo ogni giorno più solare. Non era solo un reparto della Mobile da incardinare in un'ottica spartitoria di risorse e compiti, é stato ed é il segno che la mafia poteva essere sconfitta, che i suoi mostri sacri non erano intoccabili, che vincere era possibile, che IL SANGUE DEI TROPPI COLLEGHI CHE CI HANNO PRECEDUTO NON ERA STATO VERSATO INVANO. Sulle fredde scrivanie dei ragionieri delle ragioni dei conti e degli “straordinari” e delle “missioni” tutto ciò non é valso a nulla.
Tutti i Questori che si sono susseguiti a Palermo si sono recati presso la Squadra Mobile per lodare, incitare e festeggiare questa o quella impresa. Capo della Polizia e Ministri di turno andavano a rendere omaggio con tanto di suono del campanaccio e mefisto indossato. Dall'attuale Questore e dal Dirigente della Mobile neppure una telefonata per quegli stessi uomini destinati, obtorto collo, ad altri servizi, spostati da quell'Ufficio che era divenuto un altare su cui sacrificare tempo, salute, famiglia, feste.. tutto insomma! Neppure un tentativo di conciliare le posizioni. Emblema forse che i tempi cambiano e non sempre in bene! Come dire “ieri osannati, lodati e premiati, oggi, siccome non servite più in questa quantità, spostati e destinati ad altro”!
Certo ormai ci aspettiamo le probabili, ma improponibili, risposte: potrete dirci che quasi la metà di questi rimarranno a lavorare alla Catturandi, che non c'erano più latitanti (e Matteo Messina Denaro chi é? Un ladro di polli? ), che non c'erano risorse.. che comunque.. bla bla bla.. A meno che non si voglia sostenere che, poiché oggi non ci sono grandi latitanti di mafia, non c’è bisogno della Catturandi strutturata come è sempre stata e che a Palermo e in tutto il Distretto di Corte d’Appello non ce ne saranno in futuro, che, in una sola parola, “la mafia è stata sconfitta!”
Ma se così fosse allora il Questore di Palermo dovrebbe suggerire allo SCO di Roma ed al Capo della Polizia di cancellare, per Decreto, (perché così è stata istituita insieme ad altre poche “Sezioni Catturandi” di Squadre Mobili d’Italia) la “Catturandi” di Palermo, “Per Cessata Esigenza!”
Di fatto la CATTURANDI viene smembrata. L'affidabilità, l'esperienza, la professionalità, i sacrifici di alcuni dei suoi uomini e donne, proprio mentre si sta cercando ad un tiro di schioppo l'ultimo grande latitante, vengono destinate altrove. Si doveva aspettare ancora un attimo. Si deve dare la possibilità di chiudere il cerchio a quegli uomini che hanno avuto il gravissimo torto di essere stati troppo bravi, di avere arrestato tutti.
Perché Signor Questore questo non è più un problema sindacale riguardante l’assegnazione di nuovi incarichi al personale, né tanto meno una “semplice riorganizazione del lavoro o delle risorse”, o di spending review “de noiartri”.
NO!! questa è una questione che riguarda i mezzi per la lotta alla mafia e che quindi riguarda TUTTI I CITTADINI
Il SIAP di Palermo non arretrerà di un passo. Chi decide di uffici come questo decide delle speranze e delle aspettative della gente e la gente, la Società Civile deve sapere. Nessuna telefonata ambigua riuscirà a fermarci.
Sig. Questore come vede, questa volta, non si tratta solo di rispetto degli Accordi Sindacali Nazionali e Decentrati, disattesi e spesso vilipesi, non si tratta solo dell’ossequio delle “pari opportunità” che ci siamo tanto sciacquati la bocca in questi anni, ma che ancora una volta con la complicità di “maggioranze”non ha esitato a gettare alle ortiche, questa volta si tratta della mortificazione della dignità di uomini che a Palermo hanno fatto la storia della lotta alla mafia, hanno costruito la carriera di molti funzionari e costituiscono per il futuro il vero baluardo antimafia del nostro Paese.!!!
E noi, zitti zitti, quieti quieti, non abbiamo trovato di meglio che soffocarla in silenzio e nell’oblio generale!
No, sig. Questore di Palermo, questa volta l'ha fatta veramente grossa!!

Palermo 26/11/2012

LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP




martedì 4 settembre 2012

Ticket to ride..



AL SIGNOR QUESTORE -S E D E -
OGGETTO: Criteri di attribuzione del beneficio della mensa obbligatoria.
Ill.mo Signor Questore,
I criteri di attribuzione del beneficio di cui all’oggetto, sono noti ai colleghi e ribaditi da specifiche circolari della Questura di Palermo anche a seguito da chiarimenti forniti dal superiore
Dipartimento.
Nell’interesse dei colleghi, pertanto le chiediamo una risposta scritta, che sgomberi il campo da dubbi e incertezze interpretative da parte dei funzionari e dirigenti degli Uffici da Lei dipendenti, che si stanno verificando nel territorio e che costituiscono motivo di diffuso malessere.
Le ricordiamo che tale beneficio è riconosciuto: “al personale impiegato in servizi di istituto, specificatamente tenuto a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il
tempo necessario per la consumazione dei pasti presso il proprio domicilio” (all’uopo si richiamano le circolari prot. Nr. 750/1.2.10/712 del 5 e 16 febbraio 2009).
Alla luce di ciò, è corretto sostenere che “…tutto il personale di cui al punto 1 sia messo in condizione di fruire dei pasti caldi, in regime di gratuità”?
Per il SIAP è corretto, e lo sosteniamo con forza e convinzione.
Perché, se così non fosse, significherebbe che l’Amministrazione comanda di servizio un poliziotto e non lo mette in condizione di soddisfare un bisogno di primaria importanza come quello del pasto.
Il Siap non sta richiedendo “benefit” che, in un momento di recessione economica del Paese, potrebbe costituire motivi di scandalo; semmai è vero il contrario, lo scandalo vero è lasciare a digiuno i poliziotti, comandati nei delicati servizi di istituto, con annessi e connessi nel campo
sanitario e psicologico.
Nel corso degli anni il buono vitto gratuito è stato integrato dal il c.d. ticket restaurant, allorquando l’Amministrazione non è stata in grado di soddisfare il diritto al beneficio della
mensa obbligatoria (Giuste circolari esplicative sopra citate).
Ciò ci sembra il minimo che l’Amministrazione debba fare.
Il SIAP pertanto Le chiede di voler dare le opportune direttive affinché il diritto alla mensa obbligatoria di servizio sia riconosciuta a tutti.
Le chiediamo infine, di sapere come l’Amministrazione intende regolarsi nei casi in cui la prosecuzione del servizio impedisce all’operatore di interromperlo per la fruizione del pasto (vedasi pedinamenti, intercettazioni, scorte, arresti, fermi, piantonamenti, accompagnamenti, testimonianze avanti all’A.G., staffette e così via dicendo….).
Palermo 3 Settembre 2012
LA SEGRETERIA PROVINCIALE

giovedì 19 luglio 2012

Non c'è tempo..




Ore 16:58, 19 luglio 1992, via M. D'Amelio.




Il comando a distanza di un ordigno aziona il detonatore collegato a oltre 100kg di tritolo. Paolo, Agostino, Walter Eddie, Emanuela, Vincenzo e Claudio su un'onda di fuoco entrano nell'immortalità. Il mondo é incredulo, il dolore per la strage di Capaci così vivo e nitido che sembra impossibile anche solo pensare che sia successo ancora. Palermo attonita ed incredula piange ancora sangue innocente. Il libro degli eori impingua le sue pagine di nomi e racconti. Tutto giace senza senso né speranza.. Non comprendiamo più nulla.. I volti dei poliziotti arrivati sul posto sono attoniti e rigati di pianto, ma non c'è tempo per piangere, non c'è tempo per quell'inspiegabile senso occlusivo che di fronte ad un collega, un giovane ragazzo come te brutalmente ucciso, ti fa quasi sentire in colpa per essergli sopravvissuto.. Non c'è tempo perché quel sangue ha già fecondato coscienze e animi, cuori e cervelli.. Non c'è tempo ché la gente vuol sapere se é vero o no che al cancro infame che ci attanaglia possiamo davvero opporre resistenza e magari, chi lo sa, vincere.. non c'è tempo.. Il cuore della Palermo che amiamo comincia a battere.. Scendono lacrime ma non c'è tempo, questa guerra dobbiamo vincerla noi.. Decine di giovani dai mille interessi si ritrovano quasi ipnoticamente davanti alle porte della Questura con un documento in mano. Siamo i figli delle stragi.. Vogliamo una Palermo migliore, abbiamo un sogno grande, il sangue di Capaci, il sangue di via D'Amelio scorre impazzito nelle nostre vene.. Non c'è tempo.. Una valigetta in quel trambusto é sparita, di un'agenda non si vedono più le pagine, non c'è tempo perché se cadi da cavallo o risali subito o mai più.. Palermo si rialza.. la gente scende in strada, urla a squarciagola che la Mafia deva andare fuori dallo stato.. le lacrime dei poliziotti sono di rabbia e voglia di riscossa, il tempo corre e adesso noi corriamo più forte di lui.. Una mamma porta un bimbo in via D'Amelio e affidatogli un fiore gli indica di porlo su quel marciapiede.. un luogo di morte é diventato VITA..Se in quel momento mandanti, esecutori, poteri occulti più o meno deviati avessero visto i nostri occhi.. avrebbero capito che il loro tempo era finito in quell'istante.. 20 anni, una china da risalire, un dedalo da esplorare passo dopo passo, un segreto da riportare alla luce, una verità da urlare ai tetti del mondo. Non c'è tempo.. Lacrime da asciugare.. Castello Utveggio, posto da cui Palermo appare nel suo splendore ma oggi più che mai pieni di orridi misteri.. Non c'è tempo.. la verità incombe con tutta la sua prepotenza. Monte Pellegrino sovrasta ancora Palermo. A quel monte dalla maestosa bellezza che si affaccia sul mare da secoli i Palermitani si sono rivolti per impetrare le grazie della Santuzza. Ora a quel monte Palermo chiede la verità. e anche per quello non c'è tempo.. Bisogna andare avanti e non fermarsi, é così che si realizzano i sogni, non si cede mai terreno, quello che conquisti é tuo, potranno colpirti, tradirti, deluderti, ma alla fine quel niente che hai te lo sei conquistato é tuo.. é il sogno vero..Oggi in via D'Amelio la Quarto Savona 21, sorride con noi.. Oggi comprendiamo che non c'era tempo.. Non ce n'è neanche adesso.. Ma la Sicilia adesso é davvero più libera: giovani in tripudio inneggiano alla libertà sotto le mura della Questura quando un carnefice di uomini e speranze é assicurato alla giustizia, sempre più gente denuncia, i quartieri popolari stanno lentamente tornando alla normalità, la mafia seppure ancora forte é alle corde, nei nostri occhi il pianto e la rabbia sono quelli di sempre.. La colpa inspiegabile ed indomita di essere sopravvissuti a chi é morto per noi piano piano tace.. E' tempo che il sogno sia realtà.. Da quel piccolo ulivo piantato in via D'Amelio, diceva qualche anno fa un amico e collega, si sprigiona un forte profumo di libertà, disegni di bambini, frasi, pensieri foto.. tutte lì.. appoggiate a quel piccolo albero. Qualche bimbo ha anche lasciato lì un giocattolino, il suo piccolo grande contributo alla causa del ricordo..19 luglio 2012.. coraggio ragazzi, sguardo forte e fiero, non c'è tempo, la verità deve essere svelata.. Il sogno é troppo bello per non essere realizzato.. quel sangue urla ancora, ma non più nel silenzio, Paolo é risalito sulla sua auto di scorta e con i ragazzi della Quarto Savona 21 se ne sta lì sù a fare chissà cosa.. Sveglia Palermo.. non c'è tempo!





Luigi Lombardo

lunedì 21 maggio 2012

ticket to ride..


Cari Colleghi,

Ci risiamo. Per l'ennesima volta il SIAP palermitano deve scavare con le unghie e con i denti tra le macerie di anni di abbandono e bistrattamento dei diritti dei poliziotti palermitani. Oggi é il turno dei c.d. TICKET RESTAURANT.

Abbiamo sentito mille discorsi. Sigle sindacali che si sono inventate di tutto, hanno seminato ignoranza, paventato arroganza e conoscenze fasulle, tirando fuori ad arte questa problematica, guarda caso proprio nel periodo del tesseramento, guarda caso senza mai risolvere nulla.

Noi, invece i problemi li risolviamo, li affrontiamo nell'interesse di tutti. Ma non é stato necessario inventarsi formule o cercare finti accorsi e sotterfugi. La legge c'è, la regola é scritta, la circolare sancita.. Ci toccava solo prenderne atto. Noi lo abbiamo fatto e da oggi poniamo fine a anni di diritti disattesi. Toni trionfalistici, per benefici irrisori, il fesso di turno potrebbe obiettare.. Ma per noi, in tempi in cui i diritti dei colleghi vengono calpestati sistematicamente, anche con la scellerata complicità di maggioranze sui cui moventi non ci pronunciamo.

Ai colleghi di DIGOS, Squadra Mobile, UPGSP, DIA, Frontiera, Commissariati e specialità tutte, che per normale ed inderogabile prolungamento del servizio per anni é stato corrisposto il buono mensa che veniva tradotto in bottigliette o lattine, é stato negato il sacrosanto diritto al ticket restaurant. Il perso é perso, ma da oggi si cambia musica.

Predisporremo da subito uno specchietto con tutte le casistiche che descrivono le modalità con cui potrete percepire il vostro doveroso beneficio. Predisporremo dei moduli prestampati che potranno aiutarvi a fare le opportune richieste. Abbiamo rinunciato ai nostri diritti per troppo tempo, ora é il momento di riprenderci ciò che ci compete.

La Segreteria Provinciale SIAP, fin da subito, é a disposizione per ogni chiarimento.

Quando il vento soffia, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento, i muri crollano..”, il SIAP sta soffiando...



LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP

Lo avevamo detto...


IL SIAP L’AVEVA DETTO IN TEMPI NON SOSPETTI


Il mostro Tinkitè

Colleghi,

Come volevasi dimostrare!!!! Il turno unico al Reparto Scorte limitato al terzo e quarto livello, ha prodotto un drago, un mostro fatto di sacrifici per personale, di sperequazione, diversità di trattamento, iniquità, ingiustizie e dunque lamentele a “Tinkitè !!!”

Il SIAP si augura che il sig. Questore, adotti l’orario tabellare previsto nell’ A.N.Q., senza chiedere, alcuna deroga alle tipologie ivi previste.

In alternativa, così come abbiamo proposto al tavolo di concertazione con il sig. Questore, ribadiamo la nostra posizione: si attui il turno unico per tutte le scorte, cioè di 1°- 2°- 3° e 4° livello, in questo modo si razionalizzerebbero centinaia di cambi turni, con enorme risparmio economico e più di ogni altra cosa tutti i colleghi del reparto scorte avrebbero lo stesso trattamento nell’espletamento dei servizi istituzionali!!!

Se qualcuno dovesse obiettare che è solo il SIAP ad avere questa posizione e il SIAP non può decidere da solo l’orario di lavoro alle scorte, ci sentiamo di rispondere a muso duro in questo modo: bene se siamo solo noi, lasciamo stare le cose come stanno, lasciamo l’orario in deroga alle scorte di 3° e 4° livello, ma l’Amministrazione, coerentemente con l’orario adottato e concordato con le OO.SS., stia ai patti e la smetta di cambiare la vita ai colleghi e soprattutto la finisca con il giochetto di fare cambi turno al solo scopo di “buggerare” i colleghi o come dicono i bene informati per “non far fare straordinario” alla faccia delle promesse di quelli che sono considerati i “Big” del sindacalismo palermitano !!!! A costoro vorrei ricordare la favola di Fedro “il Bue e il rospo” : la rana, a furia di gonfiarsi per imitare e divenire a immagine e somiglianza del mammifero, gonfia che ti gonfia, nel mese di ottobre, scoppiò con un bel “BOOOOMMM !!!!”

La Segreteria di Base


giovedì 5 aprile 2012


Confronto semestrale???? Ex art 19 A.N.Q.?????, con il Questore di
Palermo???
Nota a verbale SIAP
Sig. Questore,
L'articolo 19 ci da la possibilità di rilevare le eventuali discrasie che emergono dalla verifica di alcuni istituti che regolano formalmente il servizio e la vita di tutti noi. Nell’ultimo confronto
semestrale ex art.19 A.N.Q., abbiamo fatto delle “osservazioni tecniche”, le abbiamo messe a verbale con una nota precisa. Oggi, vuoi perché l'accavallamento temporale tra il confronto ed il
semestre non lo ha consentito, vuoi perché talvolta l'Amministrazione é lenta a recepire le migliorie e i correttivi, ci troveremmo a ripetere le stesse cose: Uffici burocratici scarsamente
incentivati a svolgere il programmato, distribuzione delle risorse non conforme a quanto pattuito in sede locale, turni notturni (00/07) a seguito di Co, CS o Permesso Sindacale, firme mancanti, correzioni a penna, poca chiarezza sugli ordini di servizio, cambi turno non corrisposti e potremmo continuare davvero a lungo.
Ma, vede Sig. Questore,

oggi è una giornata triste e difficile per i poliziotti italiani che sono stati traditi dallo “schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico” consegnatoci dal Governo Monti.
Un Presidente del Consiglio che a dicembre a Palazzo Chigi, in occasione di un incontro con i Sindacati di Polizia e le rappresentanze militari si diceva lieto di incontrare il “cuore dello stato”
e garantiva la tutela della specificità e adesso ci vuole togliere anche la dignità di lavoratori.

Abbiamo servito onestamente e con sacrifici lo Stato, abbiamo rispettato e fatto rispettare le regole dettate dalla società civile, pur con le ristrettezze economiche, le difficoltà e i rischi del nostro impegno quotidiano, con l’obiettivo di una serenità futura in un mondo che avevamo contribuito ad essere più vivibile e a dimensione umana.
Ora sentiamo crollarci il mondo addosso; le nostre aspettative, le nostre certezze, le nostre speranze, il nostro futuro sembra che stia per essere compromesso definitivamente.
Nel ventennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, assistiamo impotenti ad una corsa a scappare via da una Amministrazione che amiamo, per cui abbiamo lavorato gratis, anche nei giorni festivi, sottraendo il tempo alle nostre famiglie e ai nostri affetti. Per tutti, per la nostra Italia. A questa Italia, abbiamo dato il nostro sangue e nel 150° anniversario ci sentiamo ripudiati, traditi e abbandonati.
Ci dica sig. Questore se, con i nostri sacrifici, abbiamo sbagliato tutto.
Al Governo poco importa.. se è vero, come è vero, che continua ad essere latitante su una materia così delicata. In questo particolare momento il Siap si dice rammaricato, offeso e vituperato per la miopia di coloro i quali lavorano per dividere le posizioni unitarie, sicuramente
momento di forza: non si tutelano i colleghi mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, facendo finta che niente sta succedendo ed inseguendo risultati di bassa, bassissima lega!!
Copia di questi verbali viene inviata a Roma ed in linea con lo stato di agitazione proclamato dalla Nostra Segreteria Nazionale produciamo questa nota.
In conclusione, Il SIAP sollecita il Questore di Palermo, Questore di tutti e non di pochi, a farsi parte attiva e a rappresentare ISTITUZIONALMENTE il malessere dei poliziotti palermitani, prima che si produca lo scempio, prima che i nostri governanti ci prendano per fame!
Palermo, 4 Aprile 2012
La Segreteria Provinciale SIAP

lunedì 19 marzo 2012

LA PROTESTA IN PIAZZA..




PENSIONI COMPARTO SICUREZZA-DIFESA E SOCCORSO PUBBLICO
I Poliziotti e i Vigili del Fuoco scendono in piazza contro le scelte del Governo
Abbiamo constatato che il tema della previdenza riguardante i 500.000 Appartenenti alle Forze di Polizia, Forze Armate e Vigili del Fuoco non rientra tra le questioni di maggiore interesse per il Governo. Tre mesi fa il Presidente del Consiglio, nel presentare la manovra finanziaria ai Sindacati di Polizia ed agli organi di Rappresentanza militare aveva dichiarato che avrebbe tutelato la specificità del Comparto. Adesso il Governo mostra di andare in direzione opposta.
Sulle pensioni intenderebbe determinare un peggioramento delle condizioni di accesso per gli Operatori del Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico.
Le Organizzazioni Sindacali SIAP-SILP/CGIL-COISP-ANFP della Polizia di Stato, OSAPP-SINAPPE-FP CGIL della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato e USPPI, CONFSAL, SINDIR UGL dei Vigili del Fuoco denunciano la forte preoccupazione per una visione solo ragionieristica che il Governo manifesta nell’affrontare la questione previdenziale che andrebbe,
invece, analizzata con attenzione e competenza e che riguarda centinaia di migliaia di Operatori della sicurezza che quotidianamente affrontano armati, in situazioni complesse e rischiose, il controllo del territorio e dell'ordine pubblico, il controllo degli Istituti penitenziari ed il servizio di soccorso pubblico.
Denunciamo, quindi, l’assoluta mancanza di sensibilità che il Governo dimostra nei confronti degli Appartenenti al Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico, nonché la mancanza di consapevolezza da parte dello stesso circa i rischi per gli Operatori di Polizia e soprattutto per i cittadini, derivanti da un ulteriore aumento dell’età media dei Poliziotti, Militari e Vigili del Fuoco.
Rivendichiamo, con forza, l’avvio della previdenza complementare che gli Operatori del Comparto attendono ormai da oltre 15 anni, oggi ancor più necessaria e indifferibile stante l’introduzione del sistema contributivo per tutti i lavoratori. Pur dinanzi alla disponibilità dimostrata soltanto in questi giorni dal Governo ad incontrare le Rappresentanze Sindacali per un confronto sulle pensioni, frutto soprattutto delle nostre pressioni esercitate dichiarando lo stato di mobilitazione, siamo oggi presenti davanti al Ministero del Lavoro, al Ministero dell'Economia e davanti a tutte le Prefetture, per manifestare il dissenso della categoria contro
decisioni che il Governo sembra voler adottare in materia dipensioni anchea costo di provocare un pericoloso abbassamento dei livelli di sicurezza dei cittadini e degli Operatori del Comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico.
Porteremo le nostre rivendicazioni in sede di confronto con il Governo, sostenendo con forza il riconoscimento della nostra specificità, soprattutto su una materia come quella previdenziale, nella considerazione che le decisioni che verranno prese, qualora sbagliate, avranno certamente ricadute negative sulla sicurezza dei cittadini.
19 marzo 2012

Polizia di Stato
SIAP– SILP/CGIL – COISP – ANFP
Polizia Penitenziaria
Vigili del Fuoco

lunedì 9 gennaio 2012

tegole...

SUB LEGE LIBERTAS
Signor Questore,
Ci duole iniziare il nuovo anno con un documento di richiamo d'attenzione che ci saremmo volentieri risparmiato. Ma siamo un Sindacato responsabile e serio, ben comprendiamo che un lesto intervento su situazioni assolutamente dubbie ed esposte ad una eccessiva discrezionalità, addirittura da parte di organi “non preposti”, possa risolvere il problema alla radice ed evitare
gravissimi danni al personale con tutte le conseguenze giuridiche del caso.
Tuttavia, venendo al “dunque”, siamo davvero perplessi dal fatto che gli argomenti del giorno siano ancora ed ancora LO STRAORDINARIO PROGRAMMATO E L'INFORMAZIONE PREVENTIVA.
Perplessi in verità é dir poco poiché riteniamo che questi istituti ormai dovrebbero essere ampiamente andati a regime, senza dubbi di sorta.
Ma non é così. A trimestre iniziato la Questura non ha ancora emesso l'informazione
preventiva, privando ad oggi tutte le sigle sindacali di potersi avvalere, in caso di anomalie e per necessità di chiarimenti, del previsto istituto dell'esame congiunto.
Non é un problema da poco Signor Questore, perché al di là di questa primissima considerazione, assistiamo ad alcune arbitrarie applicazioni del predetti istituti, da parte di alcuni Uffici della
Questura. E purtroppo parliamo ancora dell'UPG SP.
Avevamo già segnalato alcune anomalie che avvenivano, oggi siamo costretti ad evidenziarne qualcun'altra: per la prima settimana del nuovo anno nessun dipendente é stato comandato di straordinario programmato. Sollevato il caso abbiamo assistito alle risposte più "raffazzonatamente” disparate, con un annesso vile tentativo di strumentalizzazione sindacale, ma si sa che invogliare alla polemica disperati segretari in continua perdita di adesioni e di consensi é fin troppo facile….
Il problema lì, quello serio, quello che interessa a noi é un passo indietro é sull'esercizio di delicati istituti che ormai da tempo ci sembra demandato, in via esclusiva, ad un ufficio che purtroppo dimostra di non riuscire serenamente nella gestione.
Bisogna intervenire subito Signor Questore, perché le risorse della Questura di Palermo, già
rimaneggiate, meritano una attenzione oculata, meritano criteri oggettivi di equa ripartizione, non possono di certo restare nel libero arbitrio di questo o di quell’Ufficio, ma devono essere
applicate correttamente e rispondere ai criteri dettati dall’UNICO TITOLARE, che è il QUESTORE DI PALERMO, con il quale le OO.SS. si confrontano nel merito.
Il SIAP non abbassa la guardia, il SIAP agisce sempre e comunque nell'interesse generale e pretende che a nessuno sia concesso di curare i “propri orticelli” con le risorse che a tutt'altro sono destinate.
Per ciò, si richiede un suo urgente intervento volto a sanare le gravi discrasie in atto.
Palermo 06/01/2012
LA SEGRETERIA PROVINCIALE